Vi segnalo che nella mattinata di mercoledì 19 Maggio presso l’Aula Magna della facoltà di Ingegneria si svolgerà il ciclo di incontri dal titolo: “PlayMobile, un approccio pratico ad iPhone, Android e Augmented Reality”.

L’incontro è aperto a tutti ed dedicato a tutti gli amanti del settore mobile ed in particolare a tutti gli iscritti presso la facoltà di Ingegneria ed attinenti al DEIS (Dipartimento di Elettronica, Informatica e Sistemistica).

La mattinata si svolgerà secondo la seguente scaletta di incontri:

9:00Registrazione e consegna gadget
9:20Introduzione a Mobile e Context-aware Computing

A cura del Prof. Paolo Bellavista
10:00Android: una piattaforma open source per lo sviluppo su device embedded

A cura di Ludovico Cellentani, co-fondatore e presidente a Just Funny Games e professionista nell’industria del videogames dal 1998
10:45Coffee Break
11:00Sviluppare per iPhone, gli strumenti da conoscere

A cura del Dott. Omar Cafini
11:30Augmented Reality: una nuova dimensione nella comunicazione visiva

A cura di Ludovico Cellentani
12:15Mobile Marketing e web: scenari di mercato e applicazioni

A cura di Francesco Baschieri (WAYMEDIA srl)

Per la partecipazione non è necessaria alcuna iscrizione, si consideri tuttavia che i posti dell’Aula Magna sono limitati (200 posti), pertanto non è garantito il posto a sedere per tutti i partecipanti.

Sicuramente vi starete chiedendo: perché mai dovrei compilare un bollettino di pagamento Fastweb se non ho la bolletta? La risposta è semplice… se anche voi, come a me, non arrivano le bollette Fastweb, c’è sicuramente un problema con le Poste e a me, che vivo di Internet, se mi viene staccata la linea da un giorno all’altro la cosa mi farebbe girare i cosiddetti un bel pò. Casualmente mi sono ritrovato una bolletta non pagata dello scorso mese di ottobre. Che fare allora? Chiamo subito il Servizio Clienti per avvertirli che avrei eseguito il pagamento da lì a poco e mi faccio dare gli estremi per il pagamento, che di solito sono i seguenti (dovete averli tutti per potere pagare):

  • Importo in Euro
  • Numero della fattura
  • Numero di C/C postale di Fastweb: 14244255
  • Intestato a: Fastweb SPAVia Caracciolo 51 – 20155 Milano

In questo modo loro sono autorizzati (a meno di problematiche particolari) a congelarvi il pagamento in modo da darvi tutto il tempo per pagare (e quindi evitare che vi venga staccata la linea) e aspettare che siano le Poste ad avvertire Fastweb dell’avvenuto pagamento. Quello che potete fare è: o andare in posta e fare file chilometriche cercando di trovare un modo per pagare un bollettino che non avete, oppure farlo on-line e sfruttare tutta la potenza del sistema automatico di pagamenti messo a disposizione dal sito delle Poste Italiane.

Per fare quanto segue dovete essere in possesso di un conto bancario presso le Poste oppure dovete essere titolari di una Carta Postepay.

Andate perciò sul sito delle poste, loggatevi (dovete aver prima registrato la vostra Carta Postepay) ed entrate nella sezione per il pagamento dei bollettini. Ora scegliete Bollettino Premarcato ed inserite i dati come segue:

State bene attenti ai dati che inserite, ovvero all’importo ed ai vostri dati personali. I dati fissi del bollettino (quelli che non cambiano mai) sono il numero di conto corrente di Fastweb (in alto a sinistra) e quello di tipologia del bollettino (896 in basso a destra). Ora vediamo di scoprire come funziona la CODELINE del bollettino (quella in basso a sinistra). L’algoritmo è abbastanza semplice, infatti i 18 caratteri di cui è composto sono dati da:

  1. Numero fisso (9 cifre): 090000000
  2. Numero della fattura (7 cifre)
  3. Numero casuale (2 cifre)

Quello che dovete fare è inserire i numeri in sequenza. Supponiamo che la fattura abbia numero 1234567, la CODELINE sarà: 0900000001234567NR.

NR abbiamo detto che è un numero casuale, quindi se posso darvi un consiglio inseriteli tutti (sono solo 99 tentativi al massimo, se proprio siete sfigati) e per ognuno cliccate sul tasto CONTINUA; il sito delle poste vi dirà se i dati sono corretti o meno. Io di solito comincio da 50 e scendo, prima o poi lo trovo. Una volta che siete riusciti nell’intento, vi verranno chiesti gli estremi di pagamento della vostra carta/conto e potete procedere. Ora potete chiamare il Servizio Clienti Fastweb al numero 192193 ed avvertire (tasto 2) che avete pagato il bollettino (potete farlo anche via Fax al n°02.454011376). Sarà anche un metodo artigianale, ma funziona!

MAR
12

In queste ore si sta verificando un problema con la rete Wind per cui il mio numero non ha alcuna copertura di rete e non mi è possibile perciò né inviare né tantomeno ricevere telefonate o SMS. Dopo aver fatto alcune prove ed aver provato la Sim su diversi telefoni cellulari ho constatato che il problema non è mio, bensì è di Wind. Ho perciò contattato il Servizio Clienti che, con la solita vocina pre-registrata, mi ha detto che ci sono alcune anomalie tecniche su tutta la rete Wind in fase di risoluzione. Ora sono passate circa 2 ore e mezza dall’inizio del disservizio, spero davvero che si sbrighino o dovrò classificare il QoS di Wind al 97%!

Se hai degli aggiornamenti o scopri qualcosa di più fammelo sapere nei commenti!

FEB
17

Visto che è da un pò che ci penso, ho deciso di scrivere sul blog dopo tanto tempo, soprattutto in vista di alcuni episodi che sono accaduti ultimamente in tv e che sinceramente mi fanno sempre più pensare all’incoerenza di molte persone che vivono nel mio stesso Paese. Sono passati solo un paio di giorni da quando un tizio (leggi Bigazzi), che pare sia un famoso gastronomo italiano, in televisione a La prova del cuoco ha spiegato in circa 30 secondi come si può cucinare un gatto. Qui sotto ho deciso di mettere il video di YouTube, che guardacaso è apparso pochi minuti dopo l’accaduto:

Invece qui sotto ho messo il servizio andato in onda ieri sera a Striscia la Notizia, dove lo stesso tizio ha spiegato come il suo fosse solo un aneddoto dei tempi lontani di quando, in tempi di carestia, la sua povera mamma anzichè spendere soldi per comprare i conigli, preferisse catturare e poi cucinare i gatti, che giustamente erano gratis e hanno così permesso alla povera mamma di sfamare tutti i figli:

Io vivo in Romagna, dove fin da piccolo gli anziani mi hanno sempre insegnato a distinguere il sapore della carne di gatto da quella di coniglio, probabilmente per via del fatto che nella loro esperienza c’è stato qualcuno senza scrupoli che ha spacciato la carne di gatto per quella di coniglio (che si dice abbiano la stessa consistenza, ma una è più dolce). A questo punto capisco la decisione della Rai di sospendere il suddetto Bigazzi per istigazione alla violenza sugli animali domestici (anche se a vederlo sembra un innocuo vecchietto), ma allora mi chiedo come mai su Mediaset in fascia protetta sia possibile vedere dei neonati abbandonati nei cassonetti che ballano, senza che nessuno dica niente:

Sempre in fascia protetta, nelle puntate dei Simpson, sono state sdoganate alcune parolacce che non mi va di riportare qui, che per il comune senso della morale dovrebbero essere censurate, o per lo meno non dovrebbero essere riportate nella versione italiana. Perchè allora uno sì e l’altro no? Perchè a Sanremo deve andarci una (Dita Von Teese) a fare uno spogliarello ed essere pagata 80.000€? Perchè alle 19:00 devo vedermi sbattuto in faccia il fondoschiena di Raffaella Fico o quello di Belen Rodriguez (l’estate scorsa)? Perchè nessuno si lamenta di questo ma tutti (anche il sottosegretario alla Salute Francesca Martini) sono pronti a schierarsi contro un tizio perchè ha affermato di essersi cibato con carne di gatto più o meno 70 anni fa? Non lo sto difendendo, sto solo rendendomi conto che dati i livelli minimi della tv italiana mi sembra “normale” che uno qualsiasi parli dei gatti, mi sembra “normale” che si dicano parolacce e mi sembra “normale” che dei bambini abbandonati cantino felicemente per le strade. Mi sembra “normale” vedere donne praticamente nude in televisione così come mi sembra “normale” che noi paghiamo il canone Rai per vederci propinare programmi di questo genere. Infine mi sembra “normale” che nessuno parli in televisione del decreto Romani e dell’equo compenso, mi sembra “normale” che Facebook e YouTube siano diventati i luoghi della perversione dei ragazzini italiani così come mi sembra “normale” che degli squilibrati diano fuoco ai cassonetti di fronte a casa mia…

Forse sbaglio, sarò di mentalità vecchia, ma è così che la penso. Tutta questa apertura ci sta portando ad un abbassamento culturale ai limiti dell’intollerabile. Ho smesso di guardare anche i telegiornali, che ormai danno più importanza al cagnolino che si è perso ed ha ritrovato il padrone piuttosto che notizie ben più serie provenienti dal dall’Italia e dal mondo.

GEN
2

L’universo conosciuto. Una misteriosa figura che aleggia nell’immaginario comune come qualcosa di indefinito e talvolta mistico, ci costruiscono sopra riviste e giornali da 3 soldi quando in realtà ben pochi hanno una benchè minima idea di cosa ci possa essere esattamente, là fuori. Mi ha colpito davvero tantissimo la scorsa settimana un concorrente di un noto quiz televisivo che non aveva la benchè minima concezione di quelli che sono, nel loro ordine, i pianeti del sistema solare. Figuriamoci se parliamo di Via Lattea o di teoria dell’espansione dell’universo

Al Museo di Storia Naturale di New York hanno molto a cuore questo tema, così tanto che i video mostrati all’interno del museo vengono anche caricati, alla massima risoluzione, anche su YouTube, che noi tutti conosciamo per la grande potenza informativa che possiede. In questo video vediamo un viaggio virtuale nell’Universo rappresentato in scala, ovvero dove ogni oggetto ha le esatte proporzioni rispetto a tutti gli altri. Vedremo la Terra, i satelliti geostazionari, i pianeti del Sistema Solare e poi un viaggio verso le estremità più remote della nostra galassia, la Via Lattea, e dell’Universo conosciuto. Un viaggio incredibile in appena 6 minuti di video che lascia senza fiato. Come consiglia anche l’autore originale, Claudio Pasqua, guardatelo in HD e possibilmente a tutto schermo in una stanza buia. Buona visione!

Se siete interessati al tema e avete modo, il 5 gennaio, di trovarvi a New York, sappiate che presso il planetario Hayden (presso il museo di storia naturale) verrà allestita un’esperienza di ben 60 minuti. Tutte le informazioni presso il sito del museo a soli 15$.

Fonte: Gravità Zero

DIC
30

Robot giganti, astronavi aliene, una metropoli che viene distrutta da un improvviso attacco alieno e l’esercito non può nulla contro le potenti armi avversarie… qualcosa di già visto, certo, ma che ogni volta suscita un certo timore, una sorta di controversia interiore che porta a chiederci se ciò che vediamo potrà mai succedere e, di conseguenza, cerchiamo di tirarci su dicendoci che sicuramente non avverrà.

Poi la musica, le immagini e tutto ci lasciano con una certa amarezza che poi viene sovrastata dalla storia del film. Questo giovane regista uruguaiano ha ben pensato che forse, spostando il tema nel suo Stato e rendendolo un cortometraggio, probabilmente avrebbe cambiato le carte in tavola… e così è successo!

Una delle major del suo paese l’ha infatti contattato e ora produrrà un intero film! Incredibile… a voi il cortometraggio “Ataque de pánico!“: