La mia esperienza con il contratto “a voucher”

Quanto scritto nel seguente articolo è un’opinione puramente personale dell’autore dello stesso e pertanto non corrisponde a verità assoluta. Si prega di contattarlo per qualsiasi problema o informazione. Ai tempi della suddetta esperienza, lavoravo nei mesi estivi per una grande azienda attiva nel settore terziario da 4 anni; mi sono sempre trovato bene e non ho mai negato che la paga era, per il tipo di lavoro che facevo, discretamente buona per uno che, come me, stava studiando e non aveva entrate fisse mensili.

Vengo contattato il giorno 23 Giugno 2009, come tutti gli anni, per essere assunto nel periodo estivo a partire dal giorno 28 Giugno 2009 con un contratto “fittizio” (vi spiego poi) fino al 14 Settembre 2009. Accetto la proposta e vengo ricontattato il giorno 26 Giugno 2009 per essere avvertito che, date le condizioni in cui mi trovo (??) ed essendo che “quest’anno l’unica possibilità per gli studenti è un contratto di questo tipo” (parole testuali e cosa assolutamente non vera), vengo assunto con Contratto a Voucher. Mi viene poi brevemente spiegato che la tariffa è all’incirca la stessa (addirittura maggiore!) di un Contratto a Chiamata (contratto stipulato con tutti i dipendenti “anziani”) ma con l’unica differenza che non può essere accreditato nel conto corrente bancario ma che deve essere prelevato direttamente alla posta. A malincuore sono costretto ad accettare (evidentemente non sapevo cosa mi sarebbe successo poi) in quanto non ho altre possibilità di lavoro stagionali al momento. Il giorno 28 Giugno 2009 comincio il mio lavoro (che svolgo giornalmente – e non saltuariamente -) fino a metà Luglio quando, arrivatami una strana lettera dell’INPS a casa, scopro così di aver guadagnato una cosa come 30€ in meno rispetto al corrispettivo periodo di 3 giorni lavorati a Giugno (stesse ore lavorate). Mi reco presso gli uffici postali (come mi era stato spiegato) e ritiro i miei – pochi – soldi guadagnati e, tra le altre cose, mi viene detto che l’INPS vuole che io attivi una carta prepagata chiamata INPS Card, che altro non è che una Postepay virtuale, nella quale verranno accreditati i futuri pagamenti. Pago così i 5€ di attivazione e me ne vado dall’ufficio postale.

Decido così di informarmi presso gli Uffici del personale e vengo a conoscenza che, con il Contratto a Voucher:

  • Il contratto in sé non esiste realmente in quanto, per legge, un lavoratore assunto a voucher può tranquillamente non andare a lavorare in quanto si tratta di lavoro “saltuario”. Per questo motivo viene pagato unicamente SE lavora e PER QUANTE ore lavora. Di solito un voucher costa 10€ lordi, il cui corrispettivo al netto delle tasse è di 7,50€.
  • Per il motivo sopra spiegato, con il suddetto contratto non esistono:
    • Ferie
    • Straordinari
    • Festività
    • TFR
    • 13ma e 14ma
    • Indennità di Disoccupazione (avete capito bene)
  • In pratica, il contratto non è vincolato da un determinato numero di ore settimanali e perciò al lavoratore viene richiesta un particolare “flessibilità” daterminata da fattori quali: il tempo atmosferico o le ire dei propri capi che, volendo, possono non chiamarti giornalmente e non farti andare al lavoro (è successo non a me personalmente ma ad un collega).

Tralascio volontariamente un’altra questione che nel contempo mi ha fatto veramente girare i gioielli, praticamente mi sono sentito uno dei tanti… alla faccia della serietà dell’azienda!

Il giorno 8 Agosto 2009 mi arriva a casa la solita lettera che mi avverte che mi è stato accreditato lo stipendio in posta e che sarei dovuto andarlo a ritirare (ma non dovevano accreditarmelo?). Mi reco nuovamente all’ufficio postale e trovo una differenza di quasi 120€ nello stipendio dello stesso periodo del 2008… vabbè passiamoci sopra anche stavolta!

Il mese di agosto è stato veramente molto duro, ho passato giornate infernali con 12-13 ore di lavoro giornaliere ma, consapevole del mio ruolo ho sempre tirato avanti con parsimonia e volontà, ne sono testimoni tutti i colleghi. Ho fatto anch’io i miei errori ma, come si dice, solo chi non lavora non commette errori…

Arriva così il giorno 8 Settembre 2009 ed io, speranzoso di vedere lo stipendio del mese di agosto (ne avevo fatte di ore!), attendo fino al giorno 16 quando decido di chiamare per sapere dove sono finiti i miei soldi (agli altri colleghi a voucher erano stati accreditati il 12). Quello che è successo è che nessuno sapeva perchè non mi arrivassero. Decido allora di insistere e chiamo altre 2 volte a distanza di 3 giorni. Il 29 chiamo nuovamente e mi viene detto di andare di persona alla posta centrale di una città vicino al luogo di lavoro per riscuotere senza necessità di documento di accredito (quello che viene spedito via posta).

Qui inizia l’Odissea (non ancora finita): questa mattina mi reco al suddetto ufficio postale e scopro a mio malincuore che l’ufficio postale del paese vicino è rimasto senza corrente elettrica per un guasto Enel, così da dover fare 40 minuti di fila perchè, ovviamente, tutti hanno ben pensato di venire nel mio stesso ufficio proprio stamattina. Arrivato allo sportello vengo a sapere che i miei soldi non sono stati accreditati e di controllare nella mia INPS Card. Al ché mi torna in mente di quella carta attivata a 5€ della quale, tra l’altro, non ho mai ricevuto il codice di prelievo. Tornato a casa (altri 100Km buttati), scartabello un pò e tiro fuori la carta e mi reco presso l’ufficio postale dietro casa, niente fila stavolta, per fortuna. Chiedo di poter ritirare tutti i soldi che sono stati caricati nella carta e mi viene detto che devo essere in possesso del codice per poter prelevare allo sportello (da quando?). Mostro così all’addetta un documento, il mio codice fiscale e faccio notare bene che sulla carta è scritto il mio nome a caratteri cubitali. Non c’è nulla da fare, il sistema non funziona senza codice. Almeno vengo a sapere che i soldi sono effettivamente sulla carta INPS, quindi potrò accedere alla carta da Internet, trasferire i soldi sulla mia Postepay personale (della quale possiedo il codice) e quindi tornare nuovamente in posta per prelevarli e, FINALMENTE, andare in banca per depositare il mio agognato e sudato stipendio.

Adesso dico io, vi pare che sia questo un modo di fare nell’anno 2009? A me, sinceramente, no. Una cosa è sicura, io il contratto a Voucher, a meno di grossi problemi finanziari, non lo sottoscriverò mai più… e vi consiglio caldamente di fare la stessa cosa anche voi.

PS: quest’anno non riuscirò a prendere la Disoccupazione ridotta per colpa di questo contratto e non so nemmeno se riuscirò a prenderla l’anno prossimo dato che, di fatto, il Voucher non viene conteggiato nelle giornate lavorative per il fondo di disoccupazione. Grazie di cuore!

Questo obbrobrio è stato inavvertitamente inserito nelle categorie "Personale" e parla di , , , , . Se proprio volete, questo è un puntatore diretto (o permalink, fate voi).
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19 risposte a La mia esperienza con il contratto “a voucher”

  1. Romina scrive:

    Ciao! sono una ragazza di 22 anni quasi e sono rimasta molto colpita da questo annuncio.
    Sto cercando lavoro e giorni fa ho letto un annuncio che un bar cerca personale part-time. Mi son detta: meglio che niente.
    Solo che questa mi ha detto, via telefono, che fa solo questo tipo di contratto, che però avrò le ferie, malattie, e posso anche farmi una pensione con questo contratto.Altro poi non abbiamo parlato perchè dobbiamo vederci presto per parlare.
    Riusciresti a darmi altre informazioni? ne ho bisogno per capire bene se mi vale la pena oppure no, perchè voglio iniziare anche a farmi un futuro..
    Spero di avere a presto tue notizie, perchè dovrei vederla domani questa persona.
    Grazie

  2. Ariel scrive:

    Io sono incazzato perché ho ritirato €250 dalla INPS card e mi hanno addebitato €1 di commissione, ritirando normalmente da un ATM delle poste.
    Proprio ora mi preparo per andare alle poste con il foglio dei movimenti stampato dov’è c’è scritto chiaramente questo:
    “COMMISSIONI PRELIEVO SU ATM POSTE” – €1
    nonono emoticon

  3. Riccardo scrive:

    Premetto che ho 2 negozi e che lavoro 7 giorni su 7 minimo 9 ore al giorno…
    Trovo veramente ridicolo (e assurdo) chi fa lavoro stagionali e poi pretende la disoccupazione in inverno….

  4. Denis scrive:

    Riccardo:

    Premetto che ho 2 negozi e che lavoro 7 giorni su 7 minimo 9 ore al giorno…
    Trovo veramente ridicolo (e assurdo) chi fa lavoro stagionali e poi pretende la disoccupazione in inverno….

    Premetto che studio da praticamente quando sono nato e un lavoro che permetta di guadagnare e aggiungere nel fondo pensionistico qualche contributo non mi fa proprio schifo. Considerato poi il fatto che l’INPS prevede un’indennità di disoccupazione per chi fa un lavoro come quello di cui parlo io (da marzo a ottobre) con 10 ore (minimo) al giorno (dalle 7 di mattina in poi) non si può dire che sia un lavoro propriamente stagionale, direi piuttosto un lavoro vero e proprio a tempo determinato. Detto ciò, lo scopo di questo articolo è semplicemente informativo per coloro che, come me, devono lavorare in estate per potersi permettere qualcosa durante l’inverno all’università.

    A presto! ciao emoticon

  5. Riccardo scrive:

    Se uno la vora è giusto che prende soldi, se uno non lavora perchè dovrebbe prenderli???
    Il tuo non è un caso di uno che è rimasto senza lavoro per motivi seri ma di uno che fa un lavor ostagionale e siccome rietnra in tot ore, si becca la disoccupazione in inverno.
    Queta cosa la trovo scandalosa… Se io non apro i miei negozi in inverno, non prendo un euro…

  6. Denis scrive:

    Riccardo:

    Se uno la vora è giusto che prende soldi, se uno non lavora perchè dovrebbe prenderli???
    Il tuo non è un caso di uno che è rimasto senza lavoro per motivi seri ma di uno che fa un lavor ostagionale e siccome rietnra in tot ore, si becca la disoccupazione in inverno.
    Queta cosa la trovo scandalosa… Se io non apro i miei negozi in inverno, non prendo un euro…

    Forse perchè nel tuo caso rientrano anche mamme che hanno appena avuto un bimbo, anziani in pensione, cassaintegrati, persone in malattia ecc ecc. In pratica stai generalizzando troppo, io sto parlando di lavoro dipendente, tu di lavoro in proprio. Sono due mondi completamente diversi per cui non si possono fare confronti: è chiaro che se un parruchiere non apre perchè malato non guadagna, ed ha anche un senso se ci pensi! Uno che lavora in un’azienda se si ammala invecce ha degli indennizzi. La differenza sta nelle scelte che ognuno compie nella vita: tu guadagni un pò di più ma sei “costretto” a seguire di più il lavoro, uno che lavora come dipendente sa che al mese può prendere quei 1000€ e finisce lì, ma ha tutte le sovvenzioni dello Stato. Comunque ripeto, comprendo bene il tuo senso d’animo perchè vivo in una famiglia che ha questo stesso problema.

    Grazie e a presto

  7. Marco scrive:

    Forse Riccardo non sai che in Italia lavoro fisso per tutti attualmente non c’è.
    E non sai che l’indennità di disoccupazione (quelle due lire che ti danno) permette a molte famiglie di tirare avanti anche trovando solo lavori stagionali.
    Tralasci il fatto che il lavoro è un diritto e che ogni persona fisica dovrebbe avere almeno il minimo indispensabile per vivere; dai tuoi discorsi sembra che goderesti avere gente che muore di fame ovunque tu vada (e ci siamo vicini).
    Fai una prova, vendi le attività e prova a fare il lavoratore stagionale, a cambiare lavoro in continuazione sempre sull’onda di imprenditori che le studiano la notte per darti il meno possibile..e vedi cos’è meglio.

  8. MaTTIA scrive:

    Ciao a tutti,
    sono proprietario di una gelateria e utilizzo il pagamento tramite vaucher per le mie dipendenti. Questo è comodo perchè a fronte di un compenso per le dipendenti più o meno uguale (7,5€ l’ora invece che 6,6€…però nel secondo caso ci sono ferie tredicesima ecc…quindi è praticamente uguale) il costo per me è molto inferiore. Circa un terzo di quanto spendevo prima col contratto a chiamata, fra costi gestione tasse ecc.
    Questo mi ha permesso di poter far fare alle mie dipendenti circa il doppio delle ore che avevano fatto l’anno precedente.
    E’ vero che con questo tipo di contratto non sei tutelato, nel senso che se il datore vuole lasciarti a casa lo può fare. Ma del resto potrebbe farlo anche con il contratto a chiamata, quindi non vedo questa avversione verso il contratto (che non è assolutamente un contratto) con vaucher.

    Vorrei inoltre dire che i vaucher li acquisto in tabaccheria e li do giornalmente alle mie dipendenti (a seconda delle ore di lavoro fatte quel giorno). Loro devono solo recarsi in tabaccheria e ritirare i soldi. Quindi non ci sono tutti gli svantaggi letti per la inps-card (che non è assolutamente obbligatoria) e soprattutto i soldi non li ricevi a fine mese ma praticamente in simultanea con il lavoro svolto.

    Spero di essere stato utile.
    Ciao
    Mattia

  9. Alessio scrive:

    Ciao,
    chiedo se il voucher della tabaccheria si incassa da quella che l’ha emesso, oppure in una qualsiasi?
    Per quanto riguarda il girotondo Posta-INPS, concordo nell’assurdità del sistema, che comunque rispecchia il modus operandi dell’INPS, altrimeti un milione e mezzo di euro all’anno al presidente dell’ente perchè gli verrebbe dati se non per mettere in piedi sistemi cervellotici?

  10. coupon scrive:

    Thanks very interesting blog!

  11. Chiara scrive:

    Ciao,
    a me è arrivata ora la inps card (è più di un anno che lavoro a voucher, solo che adesso abbiamo cambiato azienda), leggendo questo post non so neanche se voglio attivarla o meno. Oltre tutto giusto oggi al telefono la ditta mi ha detto che mi spedirà il voucher cartaceo (esattamente come l’ex datore di lavoro), in ogni caso dovrei recarmi in posta a cambiarli..quindi mi chiedo: per qual cavolo di motivo dovrei attivarla?! Bah. Non ci si capisce più niente, con ‘sti voucher.

  12. Ariel scrive:

    Ciao,
    Vorrei fare una domanda riguardante i voucher. Da dove provengono i soldi all’interno del voucher? Sono soldi del committente o dell’inps? CHI LI HA VERSATI?
    Grazie
    Ariel

  13. Chiara scrive:

    Ciao Ariel,

    i soldi del voucher provengono dal tuo datore di lavoro.
    Il datore acquista i voucher pagandoli (lordi) 10€ l’uno. Una volta ricevuti, il lavoratore può cambiarli (a partire da due giorni successivi alla data di emissione) presso i punti convenzionati nel caso dei voucher di tabaccheria, o presso tutti gli uffici postali nel caso dei voucher postali. Il lavoratore percepisce al momento del cambio 7,50€, il netto del voucher. La differenza va a copertura infortuni.

    Chiara

  14. mauri scrive:

    ciao..
    quindi appena ricevo i vaucer mi posso recare alla posta o da un tabacchino e mi vengono dati in contanti tutti i soldi che mi spettano giusto? perchè ho letto di una card..ma io non la voglio! :)
    grazie a chi mi risponderà!

  15. chiara scrive:

    Ciao Mauri,

    diciamo che i voucher postali (contro ogni previsione!) sono i migliori: mi è capitato solo una volta di dover cambiare quelli di tabaccheria e non sai che tragedia (“non ho abbastanza contanti”, “ho clienti e non posso fare tutto io”, “guarda io non sono capace, devi aspettare che torni il titolare”, ecc.)!
    In posta, con un po’ di pazienza, fanno meno storie e soprattutto riesci a cambiarli tutti insieme, oltre a poterli versare direttamente lì se hai un conto corrente postale.
    La card era arrivata anche a me, ti arriva a casa al momento della sottoscrizione all’INPS come contratto di lavoro accessorio, ma sta a te attivarla. In genere è utile nel caso dei voucher virtuali, se hai il cartaceo puoi benissimo evitare di usarla.
    Una nota: attivarla ti costa cinque euro.

    Spero di esserti stata utile!
    Da studentessa universitaria lavoratrice ormai ne ho viste di tutti i colori ;)

    Ciao

  16. mauri scrive:

    grazie mille!!! idem io sono una studentessa universitaria e faccio lavoretti e x il prossimo mi pagano cosi…volevo essere sicura ;) baciiii a presto!

  17. Daniele scrive:

    Io non riesco nemmeno ad attivare la.card e non so nemmeno quanto e quando mi pagheranno …trattati come bestie

  18. Martina scrive:

    Io ho accettato questo tipo di contratto solo perché ho lavorato in una gioielleria per il il solo mese di Dicembre e quindi non mi aspettavo grandissime cose ma la stanno facendo 1000 volte più complicata di quello che è in realtà!! Apparte che solo per registrarsi sul sito dell’Inps è un’impresa tanto che avevo pensato di chiedere aiuto agli operatori del call center per non andare in un ufficio Inps che dista 40 km dal mio paese! Comunque dopo settimane e 3 chiamate a vuoto (perchè le operatrici non avevano la minima idea di cosa fosse il contratto di lavoro occasionale accessorio!) ho risolto la situazione e sono partita con il lavoro! Come dite voi, senza averla richiesta, mi arriva a casa la Inps Card e il codice segreto (inutile, meglio l’assegno a parer mio!) dove il 10 Gennaio avrebbero dovuto accreditarmi lo stipendio e che, al 22 di Gennaio, ancora c’è!! Ora sono costretta ad andare dal datore di lavoro, fare la faccia tosta e chiedere: “Dove sono i miei soldi?? Se avessi dovuto lavorare gratis non c’era bisogno della Inps Card!”
    Non so perchè ma ho il presentimento che non vedrò mai quei soldi!! :/

    Buona fortuna a tutti!! :)

  19. giorgio scrive:

    Ciao a tutti in queste settimane ero sotto pagamento voucher, ho lav settimane 8 ore al giorno dal lunedì al venerdì, quindi in tot 120 ore…
    Mi sono fatto un calcolo, un ora è 7.50 *120 ore dovrebbero essere circa 900€.
    Il titolare mi ha consegnato 5 buoni da 37.50€ quindi circa 200€ e a parte tipo bustarella mi ha dato 300€ quindi tot 500 circa.. Maaa mi chiedo, gli altri 400€?? Dopo di che mi ha fatto firmare una carta, che per mia stupidita non ho letto, diceva che si trattava qualcosa per i voucher…
    Le mie domande sono.. Cosa mi ha fatto firmare?
    Non doveva darmi 900€?
    E per lo piu non doveva pagarmi tutto in buoni?cosa centravano i soldi a parte?

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